Mission

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Nel 1956 il Consiglio Nord Atlantico nominò un comitato , composto da Gaetano Martino , Halvard Lange e Lester B. Person, ministri degli esteri rispettivamente di Italia, Norvegia e Canada, per “suggerire al Consiglio modi e mezzi per ampliare la cooperazione nei settori non militari e per rafforzare l’unità della Comunità Atlantica”.

Fu , così , redatto il “Rapporto dei Tre sulla cooperazione non militare nella Nato”, documento di straordinaria importanza e lungimiranza nel quale si afferma che la cooperazione economica, la cooperazione culturale nel campo della formazione civile, nell’educazione delle giovani generazioni e la solidarietà tra i paesi, è qualche cosa di importante tanto quanto la potenza militare dell’Alleanza”.

Questo documento rappresenta l’atto costituente dei Comitati Atlantici, tra i quali quello Italiano, presenti nei paesi aderenti all’Alleanza ed in molti altri con i quali l’Alleanza ha un rapporto di partnership.

Mediante attività di ricerca, formazione ed informazione sui temi di politica estera, sicurezza ed economia internazionale relativi all’Alleanza Atlantica, necessarie per migliorare la capacità di comprendere e valutare scenari sempre più globali e complessi, i Comitati Atlantici hanno la missione di promuovere la conoscenza , nelle rispettive opinioni pubbliche, della natura e dei valori fondanti (sicurezza, cooperazione e sviluppo socio-economico) dell’Alleanza stessa.

 

IL COMITATO ATLANTICO ITALIANO

In ambito internazionale, il Comitato Atlantico Italiano assicura la presenza dell’Italia in seno all’Atlantic Treaty Association (ATA), organismo internazionale rappresentativo cui aderiscono tutti i paesi membri della NATO e che ha assunto nuovi compiti e una sempre maggiore rilevanza con l’associazione dei Comitati Atlantici dei Paesi del Partenariato per la Pace e del Dialogo Mediterraneo. 

In occasione della Sessione Speciale del Consiglio dell’ATA tenutasi a Budva, Montenegro, il 29 maggio 2014, il Prof. Fabrizio W. Luciolli, presidente del Comitato Atlantico Italiano è stato unanimemente eletto Presidente dell’Atlantic Treaty Association per il periodo 2014-2017.

In ambito nazionale, il Comitato Atlantico Italiano persegue la propria missione avvalendosi di una rete di associazioni denominate Club Atlantici dei quali coordina e promuove le attività.

Autorevoli statisti e uomini politici si sono succeduti alla presidenza del Comitato Atlantico Italiano:

  • Senatore Manlio Brosio                (1979 – 1980)

  •  Presidente Giuseppe Saragat     (1980 – 1988)

  •  Onorevole Mariano Rumor        (1988 – 1990)

  •  Senatore Emilio Colombo          (1990 – 2004)

  •  Onorevole Enrico La Loggia      (2004 – 2014)

  •  Professore Fabrizio Luciolli       ( 2014-   )

 

Il CLUB ATLANTICO di NAPOLI

Nel gennaio 2016 è stato costituito il Club Atlantico di Napoli. Vista la collocazione geografica e la tradizione storica e culturale di Napoli, il Club ha come sua specifica missione la messa in opera di strategie e metodi che portino alla nascita ed operatività di un Osservatorio geopolitico finalizzato ad offrire alla società civile, con particolare riguardo ai giovani, ed agli operatori economici una consapevole conoscenza delle dinamiche economiche, culturali e politiche dei Paesi presenti nel Bacino del Mediterraneo in modo da migliorare la capacità di dialogo e di cooperazione. In particolare per ciò che concerne gli operatori economici, ne può derivare una conseguente oggettiva visibilità dei rischi e delle opportunità dei mercati nell’Area.

Per il raggiungimento degli obiettivi, definiti nella propria missione, il Club Atlantico di Napoli promuove iniziative, attinenti ai seguenti temi:

  • Politica internazionale

  • Difesa e sicurezza

  • Sviluppo industriale , economico e sociale

  • Formazione dei giovani ai principi della cooperazione

che comprendono :

  • Progetti, studi e ricerche in collaborazione con strutture accademiche ed industriali nazionali ed internazionali

  • Conferenze, convegni e dibattiti

  • Campagne di stampa e di opinione ed attività formative, al fine di stimolare l’approfondimento delle suddette tematiche nei vari strati dell’opinione pubblica

  • Accordi e protocolli di collaborazione con istituzioni territoriali, accademiche e rappresentative del mondo imprenditoriale, mediante la stipula di specifici PROTOCOLLI D’ INTESA .

Il Club Atlantico di Napoli è aperto alla collaborazione di chiunque sia interessato, mediante suoi studi, ricerche, considerazioni e suggerimenti, allo sviluppo delle attività del Club stesso con le modalità illustrate nella sezione “Contatti”.